non per niente eh, non vorrei sempre fare la solita boriosa noiosa prolissa ma nealla mia infinetesimale serata completamete impegnata dal mio fancazzismo mi sono riguardata tutti gli interventi di quest oblog. e cazzo. ( e ci sta tutto. non è un turpiloquio. quando ci vuole ci vuole) non sono io. non ero io. non posso aver scritto certe cose. non posso credere di essere stata i oa guidare le dita sulla tastiera e scrivere cose di cui oggi negerei fino alla morte l'esistenza.
sono completamente allibita.
ciò che più mi sconvolge è l'estraneità che quelle parole procurano in me. come se non ero io a scriverle. coem se fossi stata ina specie di trance e non ne fossi mai stata consapevole. e ora con 19 anni suonati, un lavoro un esame di maturità da preparare, una patente e una macchina, un cuore che cerca di rimettere in piedi tutti i pezzi ( con il patafix s'è possibile) con un biglietto per il concerto dei Coldplay per quest'estate come regalo di compleanno, con la sensazione che tutto quello che faccio è tremendamente e stoicamente sbagliato, con altri 10 libri sulle spalle, con altrettanti film visti con molti meno fumetti nellalibreria, con molto meno tempo per tenere una matita in mano, con la visiona se pur sfocata dell'università dei miei sogni e perchè no? una scuola di fumetti ad affiancarla, con centinaia di canzoni ascoltate, con decine di viaggi, resoconti, ricordi persone e sensazioni in più...mi rendo conto di quanto, di come, di dove, e del perchè le cose che riguardano me mi risultino tremendamente inconcepibili.
com'è possibile cambiare così tanto nell'arco di 2 - 3 anni? com'è possibile che non m isia resa conto di quanto fossi piccola e stupida? e com'è possibile - con i lfamosissimo senno di poi- che non m irendessi conto di quello che dicevo e che facevo?
ma forse in effetti la cosa è stata pensata per essere così. in effetti 3 anni non sono pochi. barcellona londra praga budapest l'america e berlino...e Reggio...l'immancabile da 19 anni. tutto ciò che questi luoghi hanno portatodentro di me, e tutto ciò che li ha accompgnati..non sono inezie.
e forse rileggendo quegli interventi si può scorgere in fondo, nascosto e celato da qualche "k" e qualche smile kawaii, quello che sono ora. e probabilmente è stato questo mio percorso pieno di curve e di cambi di direzione a farmi diventare quello che sono ora.
scommetterei la discografia dei Radiohead che tra un paio di anni ritornerò in questo posto dimenticato da tutti a riscrivere un intervento come questo. di riepilogo di 3 anni non indifferenti alla mia crescita e al mio omino del cervello che continua a catalogare indaffaratissimo tutto ciò che quella massa grigia continua a sfornare. e riguardando tutto ciò tra 3 anni mi chiederò come fosse possibile scrivere certe boiate e pensare di poter conquistare il mondo con qualche sillaba battuta velocemente ( e male) in una tastiera che continua a stressarmi l'anima perchè è dura e i tasti bisogna premerli forte o te lo sogni di scrivere in italiano. e lo rivedrò e avrò orrore di quello che ho scritto.
ma forse è proprio questo il bello dei ricordi, che li vivi ( e non sono ricordi) li dimentichi e poi dopo giorni mesi e anni li vai a rispulciare negli angolini più remoti della tua mente ( quegl iangolini che l'omino non iresce a catalogare) e sono talmente dimenticati talmente lontani che non l isenti tuoi e allora ti impegni ti sforzi per riuscire a riassorbirli. e per quanto possa sembrare un qualcosa di tremendamente terribile. alal fin fine, nonostante la lotta contro te stesso, li riprendi tutti quei ricordi e impari a conviverci.
come con i ricci.
li piastri quanto ti pare ma tornano ricci.
e allora vaffanculo. l itengo come sono. ricci naturali. perchè sono miei. e "io" cambierò e non m iriconoscerò.
ma sarà divertente rileggere questo sproliloquio.
a tra tre anni (e si spera anche prima!)
il vostro affezionatissimo
Jonathan
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ryochan -
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19:28
venerdì, 17 aprile 2009